Al Datchforum di Assago il 21 marzo 2009 gli AC/DC mandano in delirio il pubblico con un’esibizione stellare – parte 1

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E’ un Angus Young in stato di grazia quello che abbiamo visto prodursi in uno show senza precedenti al Datchforum di Assago sabato notte. Gli AC/DC sono tornati e sono più in forma che mai, come se il tempo non fosse passato, con la stessa dirompente energia di sempre. Chi vi scrive, lo avrete capito, è una frequentatrice abituale di concerti, quindi non facile allo stupore, che ha visto saltellare  sul palco alcuni dei più grandi protagonisti della scena rock e metal internazionale. Per questo se vi dico che lo spettacolo al quale ho assistito sabato è senza precedenti potete prendermi in parola. Dopo un lungo viaggio e faticose ore di attesa, accalcati sotto il palco in una cortina di fumo di sigarette e non solo, sudati e un po’ frastornati dalla confusione di birre, voci e magliette colorate, le luci si sono spente e gli Answer hanno iniziato a suonare. Buona esibizione, il cantante per energia, voce e capelli fluentissimi e biondi ricorda un po’ Robert Plant e più di una volta le sonorità sembrano ispirate ai Led Zeppelin, ma non sono certo loro il motivo di tanta attesa e quando salutano il pubblico siamo in molti ad esultare. Finalmente compaiono sul palco gli AC/DC: così piccoli all’interno della scenografia incorniciata da portentosi impianti luminosi e amplificatori, sovrastata da un’enorme campana “infernale”, eppure grandissimi.
I brani storici che hanno fatto la gloria della straordinaria band australiana: Hell’s Bells, Back in Black, Let There Be rock, suonano stanotte più graffianti e contemporanei che mai. La stanchezza non pesa più, le gambe si muovono da sole mentre la folla intorno spinge da ogni lato.

Segue parte 2

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