Anche alle più sofisticate apparecchiature, Il 90% dell’Universo è risultato fino ad ora invisibile, lo rivela un recente studio

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Grazie ad una recente indagine compiuta con i telescopi che costituiscono il Very Large Telescope dell’ESO (VLT), un gruppo di astronomi è riuscito a stabilire che ben il 90% del cielo osservato fino ad ora è risultato praticamente invisibile, anche alle più sofisticate apparecchiature.
Il motivo risiede nel metodo utilizzato per rilevare la presenza di galassie molto lontane (nell’ordine di miliardi di anni luce di distanza), basato da sempre sulla caratteristica “impronta digitale” della luce emessa dall’idrogeno, noto come il Lyman alpha-line.
Lo studio ha rivelato come gran parte della luce Lyman-alfa resti in realtà intrappolata all’interno della galassia che la emette e quasi tutti i fotoni che riescono a sfuggire, sono distrutti a causa dell’interazione con le nubi interstellari di gas e polvere.
Matthew Hayes, autore dello studio, pubblicato questa settimana sulla rivista Nature, ha dichiarato: “Secondo i nostri calcoli, se fino ad oggi in una porzione di cielo abbiamo osservato la presenza di 10 galassie, in realtà ce ne potrebbero essere almeno un centinaio”. Secondo il co-autore Miguel Mas-Hesse, la scoperta aprirebbe nuove prospettive per il futuro dell’esplorazione cosmica: “Ora che siamo riusciti a stabilire la quantità di luce persa fino ad ora,“ – ha dichiarato Mas-Hesse – ”possiamo cominciare a creare rappresentazioni molto più accurata del cosmo, calcolando con maggiore precisione la velocità e le modalità di formazione delle stelle anche più lontane”.

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