Dopo 35 anni svelato il segreto dello “scroto del violoncellista”: è tutta una bufala!

scroto-del-violoncellista-una-bufala

Tutto è iniziato nel 1974 quando, una dottoressa, la baronessa Elaine Murphy, con la complicità del marito, scrisse al British Medical Journal sostenendo di aver diagnosticato un caso di infiammazione alla sacca testicolare di un violoncellista.
L’ispirazione venne quando un certo dottor Curtis, in una lettera alla rivista medica, affermò di aver riscontrato un’infiammazione del capezzolo in alcuni chitarristi. “Eravamo convinti che si trattasse di un imbroglio e allora abbiamo deciso di fare di meglio e di scrivere noi stessi una lettera, in cui dicevamo di aver osservato un simile disturbo nei violoncellisti. Con nostra grande sorpresa, la lettera fu pubblicata”, ha dichiarato la coppia.
I violoncellisti sarebbero stati a rischio infiammazione a causa dell’uso prolungato e costante dello strumento, un po’ come avviene per il “ginocchio della lavandaia” o il “gomito del tennista”.
Tuttavia già nel 1991 il dermatologo Phil Shapiro, dubitò pubblicamente della tesi dell’infiammazione facendo notare come, suonando lo strumento, le parti interessate dalla patologia non venissero mai a contatto con il violoncello. Il dottore inviò al Journal of the American academy of dermatology una foto che lo ritraeva nell’atto di suonare lo strumento.
Oggi la coppia confessa di aver inventato tutto e a chiudere definitivamente la questione ci ha pensato Noel Bradshaw, violoncellista della London simphony orchestra affermndo: “Bisognerebbe fare qualcosa di decisamente estremo per provocarsi quel disturbo suonando il violoncello altrimenti, dato l’angolo dello strumento, bisognerebbe avere dei testicoli decisamente enormi”.

Bob