E’ morta Fernanda Pivano, grande giornalista, scrittrice, traduttrice, voce limpidissima della cultura italiana

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Nei giorni oscuri in cui tentazioni barbariche minacciano quanto resta della gloriosa cultura italiana, in cui ex aspiranti cantanti falliti del varesotto, cerebrolesi e ignorantissimi, propongono improbabili leggi che impongano lo studio del dialetto in una scuola già martoriata da leggi folli, l’Italia perde un’altra voce limpidissima e alta della sua tradizione di studi. Martedì 18 agosto è morta Fernanda Pivano, aveva 92 anni ed era ricoverata da tempo in una clinica  privata di Milano. I funerali si svolgeranno a Genova, sua città natale. Traduttrice celebre, allieva di Cesare Pavese, giornalista, saggista e scrittrice, cavaliere di gran croce della Repubblica, la Pivano ha l’enorme merito di aver promosso la conoscenza di molti importanti autori d’oltreoceano, le cui opere ha magistralmente tradotto per prima. Le sono in particolare grata per le pregevoli versioni dei romanzi di Francis Scott Fitzgerald, dalle quali traspaiono la sua sensibilità e le sue doti non comuni. Amica personale di Ernest Hemingway, e degli scrittori della Beat Generation, la Pivano ha intrattenuto relazioni di amicizia e di collaborazione con numerosi artisti italiani e stranieri, tra i quali Fabrizio De André. Addio Fernanda, la nostra epoca avrebbe disperatamente bisogno di donne come te, celebri per l’altezza del proprio ingegno e per la profondità della propria erudizione, non per squallide storie di letto con corrotti uomini di potere.

«Così continuiamo a remare, barche controcorrente, risospinti senza posa nel passato»

(Francis Scott Fitzgerald, Il Grande Gatsby, traduzione di Fernanda Pivano)

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