Ecco le “13 cose che non hanno senso”, un dettagliato elenco di anomalie scientifiche – parte 2

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Segue da parte 1

6) C’è vita su Marte?
Le tracce di metano segnalate dalla sonda Viking fanno pensare che qualche forma di vita sul pianeta rosso stia metabolizzando le sostanze emettendo gas. La NASA smentisce, ma il mistero resta.
7) Il segnale “Wow!” inviato dagli alieni
Il misterioso segnale comparso nei tabulati del Big Ear, il gigantesco radiotelescopio dell’Ohio State University, il giorno di ferragosto del 1977: fu causato da un evento astronomico o trasmesso da qualche civiltà aliena?  8)  Il mimivirus: dobbiamo riscrivere la storia della vita sulla Terra?
A Marsiglia è conservato un virus dalle dimensioni più grandi e dal genoma più complesso finora conosciuto. Le nostre conoscenze relative al mimivirus sono ancora piuttosto limitate, tuttavia studi più approfonditi di questa nuova specie (per molti l’anello di congiunzione fra virus e batteri), potrebbero riservarci grosse sorprese.
9) La morte: Perché ci autodistruggiamo?
Come mai esistono, vertebrati come le tartarughe di Blanding, che muoiono solo a causa di ferite o malattie e non di morte cellulare e noi invece ci autodistruggiamo?
10) Perché ci riproduciamo facendo sesso?
Secondo Michael Brooks Il modo più efficace in natura per trasmettere il proprio patrimonio genetico alla generazione successiva, è mediante la riproduzione asessuale, che consiste nel generare autonomamente una copia di sé stessi
Come mai allora l’evoluzione non ha portato al suo sopravvento?
11) Il libero arbitrio
Diversi neuroscienziati, tra cui Steven Pinker, affermano che il libero arbitrio sarebbe un’illusione, una “costruzione fittizia”.
Nessuno dovrebbe quindi essere considerato responsabile delle proprie azioni?
12) L’effetto placebo
L’effetto placebo si basa su un inganno o su un meccanismo chimico che possiamo manipolare?
13) L’omeopatia
Gli omeopati sostengono che si possano eliminare gli effetti collaterali di una sostanza terapeutica diluendola in maniera opportuna, senza diminuirne le proprietà benefiche.
Il principio non ha basi scientifiche ma vi sono probabilità che la cosa funzioni.