La lettura del pensiero diventa realtà scientifica come in Minority Report

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Gli amanti della fantascienza ricorderanno di sicuro il film Minority Report (diretto da Steven Spielberg con Tom Cruise come protagonista) nel quale si narrava la storia ambientata in un futuro in cui, grazie ad individui dotati di poteri paranormali, la polizia arrivava a punire delle persone per la semplice intenzione di compiere atti ostili alla società, prima ancora che vengano commessi.
Lo scenario, alquanto agghiacciante, sembrerebbe da oggi non essere poi così impossibile. John-Dylan Haynes, ricercatore di scienze della cognizione e del cervello presso il Max Planck Institute, ha realizzato un esperimento su volontari
le cui menti sono state monitorate avvalendosi della risonanza magnetica. E’ stato loro chiesto di calcolare un’ addizione o una sottrazione e di mostrarne il risultato tra i 3 e i 10 secondi dopo la scelta.
Un particolare software, ideato dallo stesso Haynes, ha poi elaborato i risultati dell’RMN riuscendo a prevedere con precisione del 71% la scelta corretta.
Ma allora sarebbe possibile entrare nella mente delle persone prevedendone le scelte e anticipandone le mosse? A tal proposito Haynes riferisce al quotidiano Le Monde: «Ad ogni pensiero e ad ogni intenzione sono associati particolari schemi di attività del cervello. Se si è in grado di riconoscerli è possibile predire ciò che ha in mente una determinata persona».
La realizzazione di un simile progetto porterebbe indubbiamente da un lato benefici, visto che si potrebbero anticipare le mosse di qualunque criminale, dall’altro è facile immaginare con che facilità verrebbero pilotate le masse.
John-Dylan Haynes, non è il solo al mondo che si occupa della lettura del pensiero:
uno studio effettuato mediante risonanza magnetica sulle scimmie, condotto da Aniruddha Das della Columbia University, in New York, ha evidenziato le aree neurali che si attivano durante certe azioni o pensieri. I risultati sono stati pubblicati di recente sulla rivista Nature.
L’ Ibm infine sta studiando un software capace di capire cosa sta cercando una persona all’interno di un supermercato, in modo da farle comparire davanti agli occhi la lista dei prodotti desiderati.
Ovviamente non tutti sono convinti che la lettura dei nostri pensieri sia davvero cosi banale e che si possa utilizzare una semplice macchina per prevedere le intenzioni di qualcuno.
Secondo Jean-Claude Ameisen, presidente del comitato etico della dell’ Inserm-Cea (centro di ricerca per lo studio delle funzioni cognitive dell’ uomo), «il pericolo sta nella tentazione di giungere a spiegazioni semplici di pensieri complicati».

Bob

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