La triste mania della luna di miele social

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Che deprimente la triste mania della luna di miele social!
Non occorre essere Guido Gozzano per apprezzare i bei tempi andati, quelli in cui i giovani sentimentali e romantici partivano per la luna di miele carichi di attese ed emozioni, desiderosi di baci al tramonto e notti stellate da spendere in rigorosa riservatezza. Tempi belli e lontani nei quali si custodivano gelosamente emozioni e ricordi privati di momenti felici di intimità, tanto più preziosi quanto rigorosamente segreti. Nell’era digitale in cui anche chi non saprebbe come consultare un dizionario si vanta di possedere e usare un tablet, persa per sempre la magia del viaggio di nozze come scoperta ed emozione, imperversa la triste moda della luna di miele social. Ecco che, con la scusa della condivisione della felicità (mai ipocrisia fu più spudorata!) i giovani sposi in luna di miele pongono più attenzione a stare in posa per il selfie che a godersi pacificamente, intimamente e con autentica partecipazione emotiva i momenti di viaggio e di scoperta. La luna di miele social è di per se stessa un ossimoro, in quanto tradisce il senso stesso del romantico viaggio a due, quello in cui gli sposi novelli dopo aver a lungo atteso e desiderato di unire i propri destini dovrebbero agognare la sospirata privacy, gelosi custodi della propria intimità, dalla quale il mondo deve restare escluso. Smarrita ormai la magia delle notti di luna piena tra sospiri e baci, delle honey moon dei tempi belli, tra flûte di champagne e parole indimenticabili, sussurrate a fil di voce, gli sposi scafatissimi dell’era digitale, che tutto hanno già sperimentato prima della luna di miele, sono ansiosissimi di condividere in tempo reale ogni istante del loro viaggio di nozze social, con il deliberato intento di fare sfoggio dei soldi spesi, delle mete esotiche visitate, dei panorami da urlo sullo sfondo, sperando di suscitare ammirazione e possibilmente invidia: altro che condividere la propria felicità! La loro vera gioia non consiste più nella fuga romantica a due, preludio ad una nuova vita di coppia, ma nello sfoggiare orgogliosamente il proprio interessante itinerario, sbandierando sui social persino gli scontrini in bella mostra, talora addirittura fotografandoli con lo zoom: nulla di più volgare! Il viaggio di nozze social, cancellato anche il ricordo del romanticismo che fu, diventa così l’enensimo status symbol dell’era dell’apparire, il cui valore si misura dal numero dei like. Altro che condivisione! Diamo alle cose il loro vero nome: esibizionismo, ostentazione, narcisimo. Non resta che sperare che le mode effimere di una contemporaneità mutevole, riportino in auge il dolce piacere di partire in viaggio di nozze davvero solamente in due.

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