Non tutto è buio … la luce arriva da lontano

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In questi ultimi mesi gli astrofili (appassionati di astronomia che passano il loro tempo alla ricerca di nuovi oggetti nel cielo) si sono accorti che nel cielo di novembre (e di dicembre… forse…) passerà un oggetto raro e bello. Si tratta della cometa ISON (dal nome dell’International Scientific Optical Network che l’ha avvistata per la prima volta nel settembre del 2012).

Da questa cometa si aspettano grandi cose perché il suo giro di boa intorno al Sole previsto per il 28 novembre, potrebbe produrre una fantastica coda luminosa tra le più spettacolari che si siano mai viste…ma c’è anche la possibilità che la fortissima attrazione gravitazionale e il grande calore a cui la cometa andrà in contro possano far crollare tutte le aspettative.

Innanzitutto è bene ricordare che le comete sono grandi conglomerati di acqua, roccia ed altri elementi che possono raggiungere dimensioni dell’ordine del kilometro. La teoria più gettonata che ne spiega la formazione e la traiettoria dice che esse risiedono in due zone distinte rispettivamente chiamate fascia di Kuiper e nube di Oort, situate ai confini del sistema solare, diverse centinaia/migliaia di volte oltre l’orbita dell’ultimo pianeta Nettuno.

Solitamente questi grandi massi spaziali ruotano intorno al sole all’interno di queste fasce con lunghissimi periodi, proprio come fanno i pianeti con un’orbita quasi circolare, ma a causa dell’attrazione gravitazionale esercitata dal Sole e dai pianeti e per via degli urti fra essi stessi, capita “ogni tanto” che qualcuno cambi repentinamente rotta perturbato dal suo gelido sonno plurimillenario. Da qui dunque inizia il viaggio che porterà questo conglomerato al suo centro di attrazione che è il Sole.

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Quando la cometa si avvicina al sistema solare interno (ossia passa entro l’orbita di Marte) il ghiaccio e gli altri elementi presenti si scaldano grazie al calore che aumenta: inizia un fenomeno di sublimazione (un passaggio dal ghiaccio al vapore) che produce lo spettacolare fenomeno che noi chiamiamo coda.

Più precisamente il calore del Sole fa sciogliere ed evaporare gli strati di ghiaccio più esterni che formano delle correnti di polvere e gas. Queste a loro volta si organizzano in una rarefatta atmosfera attorno al nucleo, chiamata chioma (appunto il chiarore sferico della testa della cometa) e anche in lunga coda che punta in direzione opposta al Sole per effetto del vento solare (ossia quel flusso di particelle e radiazioni proveniente dalla nostra stella che interagendo con le polveri produce un’emissione di luce, visibile appunto come una specie di scia).

La cometa ISON potrebbe essere la più bella del decennio ma si potrebbe rivelare anche una delusione. Infatti la cometa si avvicinerà tantissimo al Sole e se il suo nucleo non sarà abbastanza compatto si rischia di non verderla tornare indietro: infatti il 28 novembre passando dietro al Sole al massimo punto di avvicinamento la sua struttura interna sarà messa a dura prova dall’attrazione gravitazionale e c’è il rischio che essa si spezzi e si frantumi in tanti detriti… togliendo a noi la scia per il mese di Dicembre… Ma se questo non dovesse accadere e se superasse integra il giro di boa? Allora lo spettacolo sarà da scrivere negli annali, tanto più che il massimo avvicinamento alla Terra è previsto per il 26 dicembre.

C’è un mistero che rimane irrisolto dai secoli dei secoli e che potrebbe essere legato alla vicenda delle comete: come è nata la vita sulla Terra?

Oggi sappiamo quasi con certezza che la vita prima si è sviluppata negli oceani e poi, pian piano, si è diffusa anche sulla Terra. Ma ci sono diverse incongruenze tra i modelli matematici che spiegano la formazione della Terra e la relativa abbondanza di acqua che si trova in essa.

Qualche scienziato, per spiegare questa abbondanza di acqua, ha pensato che le portatrici dell’acqua extra presente sul nostro pianeta siano le comete che impattano sulla terra! Ma non solo questo.

Da diversi studi condotti da sonde spaziali e misurazioni accurate, sappiamo che nelle comete oltre ad acqua sotto forma di ghiaccio e gas e polveri varie, sono nascoste anche molecole complesse che potrebbero essere state le prime a combinarsi in DNA o altro materiale simile a quello che si replica nei processi vitali. Dunque queste comete sarebbero le portatrici stesse della vita: il loro compito sarebbe quello di accenderne la scintilla sui vari pianeti.

Non si hanno ancora prove certe… ma la ricerca continua, e non smette mai di stupirci!

(Articolo a cura dell’Ingegner Marco Staffolani)