Resi pubblici i risultati dell’autopsia del figlio di John Travolta deceduto a capodanno – parte 1

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Come era immaginabile la scomparsa dell’adolescente Jett Travolta lascia dietro di sé uno strascico di polemiche, man mano che emergono nuovi particolari sul suo decesso e le sue condizioni di salute. I genitori, in un comunicato alla stampa, manifestano la loro disperazione: sono devastati dal dolore per la perdita del loro primogenito. Su espressa richiesta dei Travolta all’autopsia, disposta per accertare le cause precise del decesso del ragazzo, ha presenziato anche il loro medico privato. Intanto la polizia e la famiglia sono discordi circa l’ora effettiva della morte del giovane. I Travolta infatti  negano che Jett sia stato lasciato solo e incustodito per più di 10 ore come la polizia sostiene. Secondo la ricostruzione il ragazzo si trovava nella stanza attigua a quella nella quale uno dei suoi baby sitter, Jeff Kathrein, che si vocifera essere l’amante gay di suo padre, guardava la TV ed è stato visto l’ultima volta alle 11.30 la notte del 1 gennaio, mentre si recava in bagno. Alla stessa ora Eli, l’altra custode del ragazzo, e Jeff sono andati a letto. Il mattino successivo è stato quest’ultimo a trovare il corpo di Jett riverso sul pavimento del bagno. Ma l’avvocato dei Travolta Michael McDermott sostiene che Eli e Jeff si sono recati a loro volta in bagno a metà notte e che dunque il lasso di tempo nel quale Jett è rimasto incustodito è molto più breve, affermando anche che, quando al mattino si è tentato di rianimarlo, il corpo di Jett dava ancora segni di vita.
Lo stesso John aveva disperatamente cercato di rianimarlo praticandogli anche un massaggio cardiaco per 20 minuti e tentando una respirazione bocca a bocca in attesa dei soccorsi, fino a quando Jeff non lo aveva allontanato dal ragazzo a forza per trasportarlo in ospedale, all’arrivo dell’ambulanza.

Segue parte 2


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