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C’è zucchero nello spazio

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Un gruppo di astronomi italiani, francesi e spagnoli ha individuato una molecola di zucchero che viaggia nello spazio a 26000 anni luce dalla Terra.
La scoperta, avvenuta mediante l’utilizzo del potente radiotelescopio delle Alpi di Grenoble, fornisce informazioni importantissime riguardo la nascita della vita sul nostro pianeta e non solo.
L’esistenza dello zucchero “glicoaldeide”, così si chiama la molecola osservata nella nube stellare G31 non lontano dalla Via Lattea, giustifica la teoria di Hoyle (astronomo e scrittore di fantascienza degli anni 50), il quale, negli anni in cui Miller
sviluppava i sui studi sul “brodo primordiale”, affermava che la vita si sarebbe generata nello spazio per poi colonizzare la Terra.
D’altra parte i precedenti a riguardo non mancano: in un meteorite caduto lo scorso giugno sono stati ritrovati dei precursori del DNA e dell’RNA,
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Nascita della vita sulla Terra: l’esperimento di Miller svela altri segreti del “brodo primordiale”

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Una delle ipotesi più note relative alla nascita della vita sulla Terra è quella del  cosiddetto “brodo primordiale”.

Ne aveva già parlato Darwin alla fine del diciannovesimo secolo (denominandolo “piccolo e tiepido stagno”)  e fu successivamente studiato in maniera più approfondita da Stanley Miller il quale, in un giorno di primavera del 1953, di fronte ad una platea piuttosto scettica che comprendeva anche Enrico Fermi, fece scoccare la scintilla in un mix di metano, idrogeno, ammoniaca e vapore aqueo.

Oggi una equipe costituita da ex allievi del biochimico statunitense, leggendo gli appunti e utilizzando gli apparati rinvenuti due anni fa in una cassetta di legno lasciata dallo scienziato Continua a leggere